Ogni persona assistita in una struttura residenziale o semiresidenziale, e sempre più spesso anche al domicilio, ha un proprio Progetto Assistenziale Individualizzato, uno strumento che l'OSS incontra quotidianamente nel proprio lavoro e a cui contribuisce, pur senza esserne l'estensore.
CHE COS'È IL PAI
Il Progetto Assistenziale Individualizzato, spesso indicato con la sigla PAI, è un documento elaborato dall'équipe multiprofessionale che raccoglie i bisogni specifici della persona assistita, gli obiettivi di cura concordati, e le azioni che ciascuna figura professionale deve mettere in atto per raggiungerli. Non è un documento statico: viene periodicamente rivalutato e aggiornato in base all'evoluzione delle condizioni dell'assistito.
IL CONTRIBUTO DELL'OSS ALLA COSTRUZIONE DEL PAI
Sebbene la responsabilità formale della stesura del PAI ricada sui professionisti sanitari e sociali dell'équipe, l'OSS fornisce un contributo insostituibile attraverso l'osservazione quotidiana: le abitudini della persona, le sue reazioni alle diverse attività, i piccoli segnali di miglioramento o di peggioramento che emergono nella vita di tutti i giorni. Un PAI costruito senza queste informazioni rischia di restare distante dalla realtà concreta della persona.
VERIFICARE E REGISTRARE DATI E OSSERVAZIONI
Una delle abilità richieste all'OSS consiste proprio nel verificare e registrare dati e osservazioni sugli effetti delle attività assistenziali svolte, segnalando tempestivamente ai professionisti di riferimento ogni anomalia o circostanza che possa influire sull'assistenza, tenendo conto anche dei feedback diretti dell'assistito stesso, quando è in grado di esprimerli.
GLI STRUMENTI DI TRASMISSIONE DELLE INFORMAZIONI
La continuità delle cure, soprattutto nel passaggio tra un turno e l'altro, dipende dalla qualità della trasmissione delle informazioni. Gli strumenti utilizzati variano da struttura a struttura: diari assistenziali cartacei o digitali, riunioni di passaggio di consegne tra i turni, sistemi informatizzati di cartella integrata. In ogni caso, la comunicazione deve essere precisa, tempestiva e verificabile, evitando sia l'eccesso di informazioni irrilevanti sia l'omissione di dati importanti.
COLLABORARE ALLA VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ
L'OSS è chiamato a collaborare anche ai processi di valutazione della qualità del servizio, proponendo, per quanto di propria competenza, azioni di miglioramento relative al proprio ambito di attività, e contribuendo alla formazione del personale in tirocinio e all'inserimento dei neoassunti, trasmettendo loro le buone pratiche osservate sul campo.