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Informatica di base e protezione dei dati personali: privacy e GDPR per l'OSS

Ogni volta che l'OSS legge una cartella o registra un'osservazione, sta trattando un dato sanitario: la categoria più delicata prevista dal GDPR.

6 min di ascolto 430 parole Repertorio Regione Campania · EQF 3

I dati relativi alla salute delle persone assistite appartengono alla categoria dei dati particolari, un tempo definiti sensibili, ai quali il diritto europeo riserva un livello di protezione superiore rispetto ai dati personali comuni: un tema che riguarda direttamente l'operatore socio-sanitario nel proprio lavoro quotidiano.

IL REGOLAMENTO GENERALE SULLA PROTEZIONE DEI DATI

Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati, noto con l'acronimo inglese GDPR, è la normativa europea in vigore dal duemiladiciotto che disciplina il trattamento dei dati personali in tutti gli Stati membri dell'Unione. Stabilisce principi fondamentali che si applicano anche al contesto socio-sanitario: il trattamento deve essere lecito, corretto e trasparente, i dati devono essere raccolti per finalità determinate e non trattati in modo ulteriore incompatibile con quelle finalità, e devono essere conservati solo per il tempo necessario.

I DATI RELATIVI ALLA SALUTE

I dati relativi alla salute rientrano nelle categorie particolari di dati personali, insieme, per esempio, ai dati che rivelano l'origine razziale o etnica, le convinzioni religiose, l'orientamento sessuale. Il loro trattamento è consentito solo in presenza di condizioni specifiche previste dalla normativa, tra cui, in ambito sanitario e socio-assistenziale, le finalità di cura e la necessità di garantire l'assistenza alla persona.

IL DOVERE DI RISERVATEZZA DELL'OSS

Ogni informazione relativa alla condizione di salute, alla vita privata o alla situazione familiare della persona assistita, di cui l'OSS venga a conoscenza nell'esercizio delle proprie funzioni, è coperta da un dovere di riservatezza che si estende anche al di fuori dell'orario di lavoro: non si commentano i casi degli assistiti con persone estranee all'équipe di cura, non si condividono informazioni sui social media, nemmeno in forma anonima se la persona potesse comunque essere riconosciuta dal contesto.

BUONE PRATICHE NELLA GESTIONE DIGITALE DEI DATI

Quando l'OSS opera con strumenti digitali, come una cartella assistenziale informatizzata, alcune buone pratiche sono indispensabili: accedere ai sistemi solo con le proprie credenziali personali, mai condivise con altri; consultare unicamente i dati necessari per lo svolgimento delle proprie mansioni, evitando l'accesso a informazioni non pertinenti al proprio ruolo; bloccare sempre la sessione di lavoro quando ci si allontana dalla postazione, anche solo per pochi minuti; segnalare tempestivamente al referente della struttura qualunque sospetta violazione dei dati, come un accesso non autorizzato o lo smarrimento di un dispositivo contenente informazioni sanitarie.

LE CONSEGUENZE DI UNA VIOLAZIONE

La violazione del dovere di riservatezza, o delle norme sulla protezione dei dati personali, può comportare conseguenze disciplinari, civili e, nei casi più gravi, penali, a seconda della gravità. Rappresenta inoltre, in ogni caso, un tradimento della fiducia che la persona assistita e la sua famiglia hanno riposto nell'operatore.

Domande dalla lezione

Cosa indica l'acronimo GDPR?
Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati, la normativa europea sul trattamento dei dati personali.
In quale categoria di dati rientrano le informazioni sulla salute secondo il GDPR?
Nelle categorie particolari di dati personali, un tempo dette dati sensibili.
Cosa deve fare sempre l'OSS quando si allontana da una postazione informatica su cui è collegato?
Bloccare la sessione di lavoro.
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