Procedure operative

Le cadute nella persona anziana: scale di valutazione del rischio e prevenzione

Un punteggio, calcolato con sei domande semplici, permette di prevedere chi tra gli assistiti rischia davvero di cadere.

9 min di ascolto 565 parole Repertorio Regione Campania · EQF 3

Le cadute rappresentano uno degli eventi avversi più frequenti e più temuti nell'assistenza alla persona anziana, sia per la frequenza con cui si verificano sia per la gravità delle loro conseguenze: fratture, in particolare del femore, perdita ulteriore di autonomia, prolungamento della degenza, e in alcuni casi un declino a cascata da cui la persona non recupera più il livello funzionale precedente.

LA SCALA DI CONLEY

Tra gli strumenti validati per identificare precocemente le persone a maggior rischio, la Scala di Conley è tra i più diffusi nelle strutture italiane. È composta da sei elementi, suddivisi in due parti. La prima parte, basata su domande dirette rivolte alla persona o, quando non possibile, al caregiver o alla documentazione disponibile, indaga eventuali cadute pregresse negli ultimi mesi: una risposta positiva a questa prima domanda segnala già di per sé un rischio concreto, poiché una caduta recente è tra i predittori più forti di una caduta futura. La seconda parte, basata sull'osservazione infermieristica, valuta il deterioramento cognitivo attraverso l'osservazione dell'andatura, dello stato di agitazione e della capacità di giudizio della persona. Il punteggio complessivo classifica il rischio da minimo a progressivamente più elevato, orientando le risorse assistenziali verso chi ne ha realmente bisogno.

LA SCALA STRATIFY

Un altro strumento diffuso è la Scala Stratify, composta da cinque elementi. Esplora lo stato emotivo della persona, la funzione visiva e la frequenza minzionale, in particolare una minzione ravvicinata entro le tre ore, che aumenta il numero di spostamenti verso il bagno. Valuta poi le funzioni motorie, attraverso un punteggio di mobilità che distingue tra necessità di aiuto maggiore, aiuto minore, o piena indipendenza nei trasferimenti e nella deambulazione.

I FATTORI DI RISCHIO CHE L'OSS RICONOSCE SUL CAMPO

Al di là del calcolo formale delle scale, riservato al personale infermieristico, l'OSS osserva quotidianamente numerosi elementi che concorrono al rischio di caduta: un'andatura instabile o rallentata, l'uso di farmaci che causano sonnolenza o ipotensione, una vista o un udito ridotti, calzature inadeguate o slacciate, un ambiente disordinato con ostacoli sul percorso, un'illuminazione insufficiente, in particolare nei percorsi notturni verso il bagno, e la presenza di dispositivi come cateteri o flebo che possono limitare i movimenti o costituire essi stessi un ostacolo fisico.

GLI INTERVENTI DI PREVENZIONE PRATICABILI DALL'OSS

Nella persona identificata a rischio medio o alto, alcuni interventi pratici rientrano pienamente nelle competenze quotidiane dell'operatore: mantenere il letto all'altezza più bassa compatibile con l'assistenza e, quando possibile, accostato alla parete; posizionare il campanello di chiamata e gli oggetti personali a portata di mano; accompagnare la persona in bagno a intervalli regolari, anticipando il bisogno invece di attendere la richiesta; verificare che calzature e percorsi siano sempre sicuri; garantire un'illuminazione adeguata, in particolare nelle ore notturne; e, non da ultimo, comunicare alla persona stessa, quando le condizioni cognitive lo consentono, l'importanza di chiedere aiuto prima di alzarsi autonomamente.

LA CONTENZIONE NON È LA SOLUZIONE PRIMA

È bene ricordare, come già trattato in altra lezione, che la contenzione fisica non rappresenta la risposta di primo livello al rischio di caduta, ma una misura di ultima istanza da adottare solo dopo aver esaurito le alternative assistenziali, sempre su prescrizione o valutazione documentata del personale sanitario competente. Le raccomandazioni cliniche più recenti insistono su questo punto: la prevenzione attiva e personalizzata riduce il rischio molto più efficacemente di una limitazione della libertà di movimento, che comporta a sua volta rischi propri, sia fisici sia psicologici.

Domande dalla lezione

Da quanti elementi è composta la Scala di Conley?
Sei elementi, suddivisi in domande dirette e osservazione infermieristica.
Cosa valuta, tra gli altri elementi, la Scala Stratify?
Stato emotivo, funzione visiva, frequenza minzionale e funzioni motorie.
Qual è il primo approccio raccomandato davanti a un rischio di caduta, prima della contenzione?
La prevenzione attiva e personalizzata attraverso interventi assistenziali mirati.
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