Prevenzione delle infezioni: catena infettiva, igiene delle mani e DPI
Sei anelli tengono in piedi ogni infezione correlata all'assistenza: basta spezzarne uno perché il contagio non avvenga.
6 min di ascolto 441 parole 10 quesiti Repertorio Regione Campania · EQF 3
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Ogni infezione correlata ai processi assistenziali, per potersi trasmettere, ha bisogno che una catena di sei anelli resti intatta dall'inizio alla fine. Conoscere questa catena, e sapere dove l'operatore socio-sanitario può romperla, è il primo strumento di prevenzione a disposizione dell'OSS, molto prima di qualsiasi dispositivo di protezione.
LA CATENA INFETTIVA
Il primo anello è l'agente infettivo, il microrganismo responsabile della malattia. Il secondo è il serbatoio, cioè il luogo in cui l'agente sopravvive e si moltiplica: può essere una persona, una superficie, uno strumento. Il terzo anello è la porta di uscita, la via attraverso cui il microrganismo lascia il serbatoio, per esempio le secrezioni respiratorie o le feci. Il quarto è la modalità di trasmissione, che può avvenire per contatto diretto o indiretto, per droplet o per via aerea. Il quinto anello è la porta di ingresso nel nuovo ospite, come una mucosa o una lesione cutanea. Il sesto è l'ospite suscettibile, la persona le cui difese non sono sufficienti a contrastare l'agente. L'OSS interviene soprattutto sul quarto anello, quello della trasmissione, ed è lì che si gioca la partita quotidiana della prevenzione.
L'IGIENE DELLE MANI COME GESTO CENTRALE
Le mani dell'operatore sono il principale veicolo di trasmissione microbica da una persona assistita all'altra. L'Organizzazione Mondiale della Sanità individua cinque momenti in cui il lavaggio delle mani, con acqua e sapone o con soluzione idroalcolica, è indispensabile: prima del contatto con l'assistito, prima di una manovra asettica, dopo il rischio di esposizione a liquidi biologici, dopo il contatto con l'assistito, dopo il contatto con l'ambiente che lo circonda. La frizione con soluzione idroalcolica è oggi il metodo preferito quando le mani non sono visibilmente sporche, perché più rapida e altrettanto efficace del lavaggio tradizionale.
I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
I guanti monouso proteggono l'operatore dal contatto con liquidi biologici, ma non sostituiscono mai l'igiene delle mani, che va eseguita anche dopo la loro rimozione. La scelta del dispositivo dipende dalla modalità di trasmissione da contrastare: la mascherina chirurgica per le goccioline respiratorie di grosso calibro, tipiche della trasmissione da droplet, la mascherina facciale filtrante per gli agenti che si trasmettono per via aerea a distanze maggiori, il camice monouso quando è prevedibile un contatto esteso con liquidi biologici o superfici contaminate, occhiali o visiera quando esiste il rischio di schizzi.
MANIPOLAZIONE SICURA DI AGHI E TAGLIENTI
Gli oggetti taglienti e pungenti rappresentano una delle principali cause di esposizione professionale ad agenti patogeni per l'operatore. La regola fondamentale è non re-incappucciare mai un ago dopo l'uso e smaltirlo immediatamente nell'apposito contenitore rigido per taglienti, tenuto sempre a portata di mano durante la manovra e mai riempito oltre il livello indicato.
Simulazione d'esame · 10 quesiti
01Da quanti anelli è composta la catena infettiva?
A. Agente infettivo, serbatoio, porta di uscita, modalità di trasmissione, porta di ingresso, ospite suscettibile.
02Su quale anello della catena interviene soprattutto l'OSS?
A. È sul quarto anello, quello della trasmissione, che si gioca la partita quotidiana della prevenzione.
03Quanti sono i momenti dell'igiene delle mani individuati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità?
C. Prima del contatto con l'assistito, prima di una manovra asettica, dopo il rischio di esposizione a liquidi biologici, dopo il contatto con l'assistito, dopo il contatto con l'ambiente circostante.
04Quando le mani non sono visibilmente sporche, il metodo preferito è:
A. La frizione idroalcolica è più rapida e altrettanto efficace del lavaggio tradizionale.
05I guanti monouso:
C. Nessun guanto sostituisce il lavaggio: le mani si igienizzano anche dopo averli tolti.
06Quale dispositivo protegge dalle goccioline respiratorie di grosso calibro?
B. La mascherina chirurgica contrasta la trasmissione da droplet; il facciale filtrante serve per gli agenti a trasmissione aerea.
07Quando è indicato il camice monouso?
D. La scelta del DPI dipende dalla modalità di trasmissione da contrastare e dall'entità del contatto previsto.
08Qual è la regola fondamentale nella manipolazione degli aghi?
D. L'ago non si reincappuccia mai: si smaltisce immediatamente nell'apposito contenitore rigido, tenuto a portata di mano.
09Il contenitore per taglienti:
D. Va tenuto a portata di mano durante la manovra e mai riempito oltre il livello indicato.
10Che cos'è il serbatoio nella catena infettiva?
D. Il serbatoio è il secondo anello; la porta di uscita è il terzo, l'ospite suscettibile il sesto.
Quali sono i cinque momenti OMS per l'igiene delle mani?
Prima del contatto con l'assistito, prima di manovra asettica, dopo rischio di esposizione a liquidi biologici, dopo il contatto con l'assistito, dopo il contatto con l'ambiente circostante.
Cosa non si deve mai fare con un ago dopo l'uso?
Non va mai re-incappucciato; va smaltito subito nel contenitore rigido per taglienti.