I parametri vitali sono le misurazioni di base che descrivono lo stato fisiologico di una persona: temperatura corporea, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, pressione arteriosa e saturazione di ossigeno. Rilevarli correttamente, con la tecnica giusta e nel momento giusto, è una delle competenze più ripetute e più verificate nella pratica quotidiana dell'OSS.
QUANDO SI RILEVANO I PARAMETRI VITALI
I parametri vitali non si misurano a caso: vanno rilevati all'ingresso della persona in struttura, per stabilire i valori di base individuali; quando cambiano le condizioni generali, per esempio in presenza di dolore, confusione improvvisa o malessere; prima e dopo un intervento chirurgico o una procedura invasiva; prima e dopo la somministrazione di farmaci che agiscono sul sistema cardiovascolare o respiratorio; prima e dopo interventi assistenziali che possono modificarli, come la mobilizzazione o la deambulazione. La frequenza della rilevazione non è fissa, ma stabilita dal piano assistenziale in base alle condizioni della persona.
LA TEMPERATURA CORPOREA
Si misura con termometri digitali a contatto o con termometri a infrarossi senza contatto. Le sedi di rilevazione più comuni sono l'ascella, il cavo orale, l'orecchio a livello della membrana timpanica, e la fronte con termometri a infrarossi. Va tenuto presente che la misurazione orale risulta generalmente di tre-cinque decimi di grado superiore rispetto a quella ascellare, quindi le due misurazioni non sono direttamente confrontabili senza tenerne conto. I valori normali si collocano generalmente tra i trentasei e i trentasette gradi, con oscillazioni fisiologiche nell'arco della giornata.
LA FREQUENZA CARDIACA
Si rileva palpando il polso, generalmente quello radiale al polso o quello carotideo al collo, contando le pulsazioni per un minuto intero, oppure per trenta secondi moltiplicando per due se il ritmo è regolare. Il valore normale nell'adulto a riposo si colloca tra i sessanta e i cento battiti al minuto, anche se molte fonti cliniche restringono l'intervallo di normalità a sessanta-ottantacinque battiti nell'adulto sano e rilassato. Oltre al numero, l'operatore osserva anche il ritmo, regolare o irregolare, e l'ampiezza della pulsazione, forte o debole. Il saturimetro, oltre alla saturazione, fornisce anch'esso un valore di frequenza cardiaca, utile come controllo incrociato.
LA FREQUENZA RESPIRATORIA
Si conta osservando i movimenti del torace o dell'addome per un minuto intero, idealmente senza che la persona si accorga di essere osservata, perché la consapevolezza di essere monitorati tende a modificare involontariamente il ritmo del respiro. Il valore normale nell'adulto a riposo è di dodici-venti atti respiratori al minuto. Oltre al numero, si osservano la profondità, la regolarità e la presenza di rumori respiratori udibili o di segni di fatica come l'uso dei muscoli accessori del collo.
LA PRESSIONE ARTERIOSA
Si misura con lo sfigmomanometro, un manicotto collegato a un manometro, insieme al fonendoscopio per percepire il suono del flusso sanguigno, oppure con apparecchi automatici oscillometrici sempre più diffusi. La persona va fatta accomodare tranquilla, preferibilmente seduta o sdraiata da qualche minuto, con il braccio appoggiato all'altezza del cuore. Il manicotto si posiziona qualche centimetro sopra la piega del gomito. I valori normali di riferimento per l'adulto si collocano generalmente intorno a centoventi di sistolica e ottanta di diastolica, con ipertensione quando i valori sono persistentemente superiori e ipotensione quando sono persistentemente inferiori alla norma individuale.
LA SATURAZIONE DI OSSIGENO
Il saturimetro, o pulsossimetro, è un dispositivo non invasivo che misura la percentuale di emoglobina legata all'ossigeno, applicato tipicamente sull'ultima falange di un dito, talvolta sul lobo dell'orecchio. Il valore normale si colloca tra novantacinque e cento per cento. È bene ricordare che il saturimetro perde attendibilità in presenza di vasocostrizione periferica, unghie smaltate o mani molto fredde, condizioni che l'operatore deve saper riconoscere per non fidarsi ciecamente di una lettura tecnicamente inaffidabile.
LA REGISTRAZIONE E LA SEGNALAZIONE
Ogni parametro rilevato va annotato con precisione nella documentazione prevista dalla struttura, indicando valore, orario e, se richiesto, la sede di rilevazione. Un valore anomalo isolato non va interpretato autonomamente dall'operatore, che non ha titolo per la diagnosi. Va sempre confrontato con i valori abituali della persona, e segnalato con precisione all'infermiere o al medico. È infatti la deviazione dal valore individuale, spesso più della soglia teorica generica, a segnalare un reale cambiamento clinico.