La rilevazione della temperatura corporea è una delle attività più frequenti svolte dall'operatore socio-sanitario, ma la sua apparente semplicità nasconde alcuni dettagli tecnici che vengono spesso chiesti negli esami di qualifica e nei concorsi pubblici.
PERCHÉ IL TERMOMETRO CLINICO SI DEFINISCE A MASSIMA
Il termometro clinico tradizionale si definisce termometro a massima. La colonnina di mercurio, o di altro liquido termometrico nei modelli più recenti privi di mercurio, una volta salita fino al valore massimo raggiunto durante la rilevazione, non ridiscende spontaneamente. Resta bloccata a quel livello, grazie a una strozzatura nel capillare di vetro. Questo permette all'operatore di leggere con calma il valore anche dopo aver rimosso lo strumento dalla sede di rilevazione, ma richiede che il termometro venga poi riportato manualmente sotto il valore minimo con un movimento a scatto, prima di essere riutilizzato.
I TEMPI DI PERMANENZA NELLE DIVERSE SEDI
Il tempo di permanenza del termometro varia in base alla sede di rilevazione scelta. A livello ascellare, la sede più utilizzata per la sua praticità e non invasività, il termometro deve rimanere in sede circa cinque-dieci minuti, per garantire una lettura affidabile, poiché la sede ascellare fornisce una misurazione della temperatura periferica, leggermente inferiore rispetto alla temperatura centrale del corpo. A livello orale, sotto la lingua, il tempo di permanenza è generalmente di circa tre minuti. A livello rettale, la sede più vicina alla temperatura centrale corporea ma anche la più invasiva, il tempo di permanenza è più breve, circa uno-due minuti, ed è una rilevazione che nella pratica quotidiana dell'OSS viene utilizzata raramente, riservata a situazioni specifiche indicate dal personale sanitario.
I TERMOMETRI DIGITALI E AURICOLARI
Accanto al termometro clinico tradizionale, oggi ampiamente diffusi sono i termometri digitali elettronici, che forniscono una lettura rapida attraverso un sensore, e i termometri auricolari o timpanici, a raggi infrarossi, che misurano la temperatura in pochi secondi rilevando il calore irradiato dalla membrana timpanica. Questi ultimi richiedono una tecnica corretta di posizionamento nel condotto uditivo per fornire una lettura affidabile, ed è importante evitarne l'uso in presenza di tappi di cerume che potrebbero alterare la misurazione.
I VALORI DI RIFERIMENTO
La temperatura corporea normale, misurata a livello ascellare, si colloca generalmente tra i trentasei e i trentasette gradi centigradi. Si parla di febbre quando la temperatura supera i trentasette virgola cinque gradi, di febbricola tra trentasette e trentasette virgola cinque, e di ipertermia elevata oltre i trentanove gradi, una condizione che richiede sempre una segnalazione tempestiva al personale sanitario.
LA CORRETTA IGIENE DEL TERMOMETRO
Il termometro, specialmente se utilizzato per più persone assistite in una struttura, va sempre disinfettato accuratamente tra un utilizzo e l'altro, secondo le procedure previste, per evitare la trasmissione di microrganismi da una persona all'altra.