Il Repertorio distingue con precisione due ambiti che nella pratica quotidiana si intrecciano spesso: da un lato le procedure di medicazione e bendaggio, dall'altro la gestione delle escrezioni e dei relativi sistemi di drenaggio e raccolta. Entrambi richiedono all'OSS un livello di attenzione tecnica superiore alla semplice cura igienica generale, pur restando nei limiti delle competenze non infermieristiche.
MEDICAZIONI SEMPLICI: COSA COMPETE ALL'OSS
L'esecuzione di medicazioni semplici e bendaggi rientra tra le abilità richieste all'OSS dal Repertorio, sempre secondo procedure in uso nella struttura e, per le situazioni più complesse, sotto indicazione e supervisione infermieristica. Una medicazione semplice riguarda tipicamente ferite superficiali già in fase di guarigione, non infette, senza necessità di courettage o di gestione di essudato abbondante: la sostituzione di un cerotto, la copertura di un'abrasione superficiale, il mantenimento pulito e asciutto di una zona già trattata dall'infermiere. Le medicazioni complesse, quelle che riguardano ferite chirurgiche recenti, lesioni da pressione di stadio avanzato, o ferite infette, restano di competenza infermieristica.
I PRINCIPI GENERALI DELLA MEDICAZIONE
Alcuni principi valgono per qualunque medicazione, anche la più semplice: le mani vanno lavate e vanno indossati guanti puliti prima e dopo la procedura; il materiale di medicazione va preparato prima di scoprire la ferita, per limitare il tempo di esposizione; la ferita va osservata prima di ricoprirla, notando colore, presenza di secrezioni, odore, dimensioni apparenti, ogni segno che si discosti dall'aspetto abituale; il materiale rimosso va smaltito nei rifiuti a rischio infettivo quando appropriato. Qualunque segno di peggioramento, arrossamento in espansione, calore locale, secrezione purulenta, febbre associata, va segnalato immediatamente, poiché può indicare un'infezione in sviluppo.
I BENDAGGI
Il bendaggio ha funzioni diverse a seconda del contesto: fissare una medicazione sottostante, esercitare una compressione terapeutica, per esempio nella gestione dell'edema degli arti inferiori, o immobilizzare parzialmente un arto in caso di trauma minore in attesa di valutazione medica. Un bendaggio troppo stretto può compromettere la circolazione, causando dolore, formicolio, pallore o cianosi a valle della fasciatura, segni che impongono l'immediato allentamento e la segnalazione; un bendaggio troppo lento perde invece la propria efficacia.
LE ESCREZIONI E I SISTEMI DI RACCOLTA
Le escrezioni, urine e feci principalmente, richiedono nella persona con limitazione della mobilità o portatrice di dispositivi specifici una gestione tecnica precisa. Il catetere vescicale, collegato a una sacca di raccolta, va gestito mantenendo la sacca sempre a un livello inferiore rispetto alla vescica, per evitare il reflusso dell'urina verso l'alto, un principio fisico semplice ma facilmente trascurato durante gli spostamenti della persona. Le stomie, aperture chirurgiche che deviano il transito intestinale o urinario verso l'esterno dell'addome, richiedono sacche di raccolta specifiche, la cui sostituzione periodica e la cui gestione dell'igiene peristomale, la pelle intorno alla stomia, sono spesso affidate, in collaborazione con l'infermiere, anche all'OSS opportunamente formato.
L'OSSERVAZIONE SU ESCREZIONI E DRENAGGI
L'operatore osserva e registra la quantità approssimativa, il colore, e la presenza di sangue o di materiale anomalo nelle urine e nelle feci. Controlla la tenuta e l'integrità dei dispositivi di raccolta. Osserva infine ogni segno di irritazione cutanea nelle zone a contatto con i dispositivi stessi, in particolare intorno a una stomia, dove la pelle è particolarmente esposta al contatto con materiale organico corrosivo. Un drenaggio che smette improvvisamente di produrre liquido dopo un periodo di normale funzionamento, così come uno che ne produce in quantità anomale, va sempre segnalato, poiché entrambe le variazioni possono indicare un problema meccanico o clinico da valutare tempestivamente.