La geriatria ha individuato alcuni quadri clinici ricorrenti nella persona anziana, chiamati sindromi geriatriche, che non corrispondono a una singola malattia ma a una combinazione di fattori multipli che si manifestano con un pattern riconoscibile. Conoscerle aiuta l'OSS a interpretare correttamente ciò che osserva, invece di attribuirlo genericamente alla vecchiaia.
LA FRAGILITÀ
La fragilità è una sindrome clinica caratterizzata da una ridotta riserva funzionale dell'organismo, che rende la persona anziana particolarmente vulnerabile a eventi stressanti anche minori, come un'infezione lieve o un breve periodo di allettamento, che in una persona non fragile avrebbero conseguenze trascurabili. I criteri classicamente utilizzati per identificarla comprendono la perdita di peso non intenzionale, la stanchezza riferita dalla persona stessa, la ridotta forza di prensione della mano, un rallentamento della velocità del cammino, e un basso livello di attività fisica. La presenza di più di questi elementi contemporaneamente configura la fragilità conclamata, mentre uno o due criteri presenti indicano una condizione di pre-fragilità, un momento in cui gli interventi preventivi, in particolare l'attività fisica e un adeguato apporto nutrizionale, hanno le maggiori probabilità di successo.
LA POLIFARMACIA
Si definisce polifarmacia l'assunzione contemporanea di cinque o più farmaci, una condizione molto diffusa nell'anziano con più patologie croniche concomitanti. La polifarmacia aumenta in modo non lineare il rischio di interazioni farmacologiche, di effetti collaterali, e di errori nell'assunzione. Aumenta anche il rischio di quella che viene chiamata cascata prescrittiva. Accade quando un effetto collaterale di un farmaco viene scambiato per un nuovo sintomo, e trattato con un ulteriore farmaco, che a sua volta può generare altri effetti indesiderati. L'OSS non decide sulla terapia, ma osserva e segnala elementi preziosi: una persona che appare confusa dopo l'introduzione di un nuovo farmaco, difficoltà nell'assumere correttamente le terapie prescritte, la presenza di farmaci scaduti o duplicati nell'armadio farmaceutico personale.
IL DELIRIUM
Già incontrato in altre lezioni, il delirium merita qui un approfondimento come autentica sindrome geriatrica: è una condizione acuta di confusione mentale, a insorgenza rapida e andamento fluttuante nella stessa giornata, spesso scatenata da cause mediche trattabili come infezioni, in particolare urinarie, disidratazione, dolore non controllato, cambiamento di ambiente, o effetti collaterali di farmaci. È fondamentale distinguerlo dalla demenza cronica: mentre la demenza si instaura in mesi o anni con un andamento progressivo, il delirium compare in ore o pochi giorni ed è, nella maggior parte dei casi, reversibile se la causa sottostante viene identificata e trattata.
LA SINDROME DA IMMOBILIZZAZIONE
Già trattata a proposito della prevenzione dei rischi da ridotta attività fisica, la sindrome da immobilizzazione è considerata a pieno titolo una sindrome geriatrica: l'insieme di conseguenze, muscolari, cutanee, circolatorie, respiratorie e psicologiche, che l'allettamento prolungato produce nell'anziano, spesso in tempi sorprendentemente brevi rispetto a un adulto più giovane.
L'INTERCONNESSIONE TRA LE SINDROMI
Un aspetto distintivo della geriatria, e frequentemente oggetto di domande nei concorsi, è che queste sindromi raramente si presentano isolate: una persona fragile è più esposta alla polifarmacia, che a sua volta aumenta il rischio di delirium in caso di evento acuto, che a sua volta, se prolungato con allettamento, sfocia nella sindrome da immobilizzazione. Riconoscere questa catena di interconnessioni permette all'OSS di comprendere perché un piccolo evento, apparentemente banale, in una persona anziana fragile possa innescare un rapido declino a cascata, e perché ogni segnale precoce, per quanto piccolo, meriti attenzione e segnalazione tempestiva.