UC3 — Primo soccorso

La catena della sopravvivenza e la posizione laterale di sicurezza

Quattro anelli, in un ordine preciso: se anche uno solo manca, le probabilità di sopravvivenza crollano.

9 min di ascolto 679 parole Repertorio Regione Campania · EQF 3

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Davanti a un'emergenza che coinvolge le funzioni vitali, la sopravvivenza della persona dipende dalla realizzazione ordinata di una sequenza di interventi. La metafora della catena, usata da decenni nella formazione al primo soccorso, comunica un'idea precisa: se anche un solo anello manca o è debole, la probabilità di sopravvivenza crolla, indipendentemente da quanto siano ben eseguiti gli altri.

I QUATTRO ANELLI DELLA CATENA

Il primo anello è il riconoscimento precoce dell'emergenza e la chiamata tempestiva al sistema di emergenza sanitaria, il centosedici numero unico dell'emergenza, che nella maggior parte del territorio nazionale ha sostituito il centodiciotto. Il secondo anello è l'inizio precoce della rianimazione cardiopolmonare da parte di chi si trova sul posto, in attesa dei soccorsi. Il terzo anello è la defibrillazione precoce, cioè l'utilizzo tempestivo di un defibrillatore, automatico o semiautomatico, quando disponibile. Il quarto anello è l'inizio precoce del trattamento intensivo da parte del personale sanitario specializzato che interviene successivamente.

LA VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA DELLA SCENA

Prima di qualunque intervento, chi presta soccorso deve accertarsi di poter agire in sicurezza: verificare che non vi siano pericoli per sé stesso e per l'assistito, come traffico, fumo, gas, elettricità, o rischio biologico. Un soccorritore che si mette a propria volta in pericolo non aiuta nessuno, anzi aggrava la situazione complessiva.

LA VALUTAZIONE DELLA COSCIENZA E DEL RESPIRO

Ci si avvicina alla persona, la si chiama ad alta voce e la si scuote delicatamente per le spalle. Se non risponde, si valuta la presenza e la qualità del respiro, generalmente osservando i movimenti del torace per alcuni secondi. Un respiro assente, o un respiro presente ma chiaramente anomalo, come il cosiddetto gasping, un respiro agonico rumoroso e irregolare, richiede l'attivazione immediata della catena della sopravvivenza: chiamata di emergenza e avvio delle compressioni toraciche.

LA POSIZIONE LATERALE DI SICUREZZA

Quando la persona è incosciente ma respira normalmente, e non si sospetta un trauma, va posizionata su un fianco, nella cosiddetta posizione laterale di sicurezza. Questa posizione mantiene libere le vie aeree, previene l'ostruzione causata dalla lingua che potrebbe scivolare indietro, e riduce il rischio di inalazione in caso di rigurgito. Per realizzarla si flette un ginocchio della persona, portando il piede sotto il ginocchio della gamba opposta; si fa scivolare il braccio opposto alla gamba flessa lungo il corpo fino a renderlo perpendicolare al tronco; l'altro braccio viene posto sul torace, con la mano che tocca il lato del collo; ruotando delicatamente la persona verso il lato del braccio flesso, la si porta su un fianco, sistemando la testa in leggera iperestensione per mantenere pervie le vie aeree.

UN AGGIORNAMENTO IN CORSO

È utile sapere che la comunità scientifica sta rivedendo alcune indicazioni storiche sulla posizione laterale di sicurezza: linee guida più recenti suggeriscono che, quando un soccorritore può sorvegliare costantemente la persona, mantenerla supina permette di riconoscere più rapidamente un eventuale aggravamento verso l'arresto cardiaco. Questa evoluzione non ha ancora sostituito ovunque il protocollo classico insegnato nei corsi certificati, che resta il riferimento operativo standard: l'indicazione pratica per l'OSS è seguire sempre il protocollo in vigore nella propria struttura e nel proprio corso di formazione, sapendo che la materia è in evoluzione.

QUANDO NON SI ESEGUE LA POSIZIONE DI SICUREZZA

La posizione laterale di sicurezza non va mai utilizzata in caso di sospetto trauma, in particolare se si sospetta una lesione della colonna vertebrale, perché la rotazione del corpo potrebbe aggravare un danno midollare. In questi casi, se la persona respira, si preferisce mantenerla nella posizione in cui è stata trovata, limitando al minimo indispensabile ogni mobilizzazione, in attesa di personale sanitario formato alla gestione del trauma.

IL RUOLO DELL'OSS NELLA CATENA DELLA SOPRAVVIVENZA

L'operatore socio-sanitario, se formato con un corso certificato di BLS-D, è pienamente abilitato a intervenire nei primi anelli della catena. Anche senza una formazione specifica recente, ogni operatore ha alcuni doveri. Riconoscere una situazione di emergenza. Allertare tempestivamente il sistema di soccorso interno alla struttura, o il servizio di emergenza territoriale. Mettere in sicurezza la persona nell'attesa, sapendo che i minuti che precedono l'arrivo di soccorsi qualificati sono spesso quelli più decisivi per l'esito finale.

Domande dalla lezione

Quanti sono gli anelli della catena della sopravvivenza?
Quattro.
Cosa succede se anche un solo anello della catena della sopravvivenza viene a mancare?
Le probabilità di sopravvivenza della persona si riducono drasticamente.
A cosa serve la posizione laterale di sicurezza?
A proteggere le vie aeree di una persona incosciente che respira, evitando l'inalazione di eventuale vomito o secrezioni.
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