Quante prove ci sono in un concorso per Operatore Socio Sanitario? La risposta onesta è: quelle che dice il bando. Il legislatore ha voluto procedure rapide e ha lasciato all'amministrazione la scelta del numero e del tipo delle prove, purché siano adeguate al profilo. Nella pratica, però, lo schema si ripete con poche varianti, e conoscerlo permette di prepararsi senza sorprese.
LA PRESELEZIONE
Quando le domande sono molte, e per un concorso da Operatore Socio Sanitario possono essere migliaia, il bando prevede una prova preselettiva. È un test a risposta multipla, con un tempo stretto e un numero alto di quesiti. Serve soltanto a ridurre la platea: passano alla prova successiva i primi classificati, entro un numero fissato dal bando, insieme agli eventuali candidati a pari merito con l'ultimo degli ammessi. Il punteggio della preselezione, di regola, non concorre alla formazione della graduatoria finale. È una porta: la si attraversa e poi la si dimentica. Alcuni bandi esonerano dalla preselezione le persone con invalidità pari o superiore all'ottanta per cento.
LA PROVA SCRITTA
È il cuore della selezione. Può consistere in un questionario a risposta multipla oppure in una o più domande a risposta sintetica sulle materie del programma. Le materie sono quasi sempre le stesse: il profilo e le competenze dell'Operatore Socio Sanitario, l'igiene e la prevenzione delle infezioni correlate all'assistenza, i dispositivi di protezione individuale, l'assistenza ai bisogni primari della persona, la rilevazione dei parametri vitali, la mobilizzazione, l'alimentazione, l'igiene degli ambienti, la gestione dei rifiuti sanitari e della biancheria, gli elementi di primo soccorso, la sicurezza sul lavoro, l'etica e il segreto professionale, i cenni sull'organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale.
LA PROVA PRATICA
Per le figure sanitarie e socio sanitarie il bando prevede quasi sempre una prova pratica. Può svolgersi su manichino, su simulatore, in aula con il materiale reale, oppure può assumere la forma di una prova scritta a contenuto teorico pratico: viene descritto un caso e si chiede quale sequenza di azioni l'operatore deve compiere. Si valuta la correttezza della procedura, il rispetto della sequenza, l'uso appropriato dei dispositivi di protezione, l'attenzione alla persona assistita. Chi ha fatto tirocinio ha un vantaggio, purché ripassi le sequenze nell'ordine esatto.
LA PROVA ORALE
È un colloquio sulle stesse materie della prova scritta, al quale si aggiunge, quando il bando lo prevede, l'accertamento della conoscenza dell'uso delle apparecchiature informatiche più diffuse e della lingua inglese. Si svolge in un'aula aperta al pubblico. La commissione valuta anche il modo in cui il candidato ragiona: davanti a un caso, si guarda se pensa prima alla sicurezza della persona, se sa distinguere ciò che rientra nelle proprie competenze da ciò che va segnalato all'infermiere, se conosce il confine della propria responsabilità.
IL PUNTEGGIO E LA SOGLIA
Ogni prova ha un punteggio massimo, indicato dal bando. La soglia di idoneità è, di regola, ventuno trentesimi o il valore equivalente: chi resta sotto la soglia non è ammesso alla prova successiva e non compare in graduatoria. Nei test a risposta multipla il bando può prevedere un punteggio negativo per la risposta errata e un punteggio nullo per la risposta non data. Va letto prima, perché cambia completamente la strategia: se l'errore è penalizzato, tirare a indovinare costa.
LA GRADUATORIA E GLI IDONEI
La graduatoria finale è la somma dei punteggi delle prove e dei titoli, corretta dalle riserve e, a parità di punteggio, dalle preferenze. Viene approvata con un provvedimento dell'ente e pubblicata. Restano vincitori soltanto coloro che rientrano nel numero dei posti banditi. Tutti gli altri, se hanno superato le prove, sono idonei: la graduatoria conserva efficacia, di norma, per due anni dall'approvazione, e in quel periodo l'ente può attingervi per ulteriori assunzioni, nei limiti stabiliti dalla legge. Un idoneo non è un escluso. È un candidato in attesa.