Una delle regole meno visibili, ma più importanti, dell'organizzazione di una struttura sanitaria o socio-assistenziale è la separazione netta tra il percorso del materiale pulito e quello del materiale sporco, un principio che riguarda direttamente il lavoro quotidiano dell'operatore socio-sanitario.
IL PERCORSO PULITO-SPORCO
Biancheria pulita, presidi sterili e vitto destinato agli assistiti devono seguire percorsi fisicamente separati, o quantomeno temporalmente distinti, rispetto a biancheria sporca, rifiuti e materiale contaminato. Nella pratica questo significa, per esempio, che il carrello della biancheria pulita non attraversa mai la stanza dove si sta effettuando l'igiene di un assistito allettato, e che il sacco della biancheria sporca viene chiuso e allontanato prima di introdurre materiale pulito nella stanza. Il ciclo della biancheria prevede il ritiro dello sporco in sacchi idonei, il trasporto verso la lavanderia, il trattamento a temperature e con detergenti in grado di abbattere la carica microbica, e la restituzione di biancheria pulita attraverso un percorso separato da quello dello sporco.
LA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
Il sollevamento e lo spostamento delle persone assistite espone l'operatore a un elevato rischio di patologie muscolo-scheletriche, in particolare a carico della colonna vertebrale. La prevenzione passa dall'uso sistematico di ausili per il sollevamento, quando disponibili, dalla corretta tecnica di movimentazione, che privilegia la forza delle gambe rispetto a quella della schiena, e dal lavoro in coppia quando la situazione lo richiede.
RISCHIO BIOLOGICO, CHIMICO E RADIAZIONI IONIZZANTI
Il rischio biologico deriva dall'esposizione a microrganismi patogeni presenti in sangue, secrezioni ed escrezioni, e si previene con le misure di igiene già descritte nelle lezioni precedenti. Il rischio chimico è legato ai prodotti utilizzati per la pulizia, la disinfezione e la sterilizzazione, che vanno maneggiati secondo le schede di sicurezza e mai miscelati tra loro senza indicazione specifica, per evitare reazioni pericolose. Il rischio da radiazioni ionizzanti riguarda l'operatore che si trovi a operare in prossimità di apparecchiature diagnostiche radiologiche: la distanza, il tempo di esposizione ridotto e l'uso di schermature adeguate sono i tre principi cardine della radioprotezione, anche per chi, come l'OSS, non gestisce direttamente l'apparecchiatura ma può trovarsi ad accompagnare l'assistito durante l'esame.