Il termine triage, di origine francese, significa smistamento o cernita, e indica la procedura attraverso cui il personale infermieristico specificamente formato attribuisce a ogni persona che accede al Pronto Soccorso un codice di priorità, che determina l'ordine con cui riceverà le cure, indipendentemente dall'ordine di arrivo.
IL PRINCIPIO FONDAMENTALE DEL TRIAGE
Il principio guida del triage è semplice ma spesso frainteso dal pubblico: al Pronto Soccorso ha la precedenza il paziente più grave, non chi arriva per primo. Il triage non serve a ridurre i tempi di attesa complessivi della struttura. Serve a garantire che le persone in pericolo di vita, o con un rischio di rapido deterioramento, non debbano attendere. Anche a costo di far attendere più a lungo chi presenta condizioni meno urgenti, arrivato magari prima.
I CODICI COLORE ATTUALI
Le più recenti linee di indirizzo nazionali per il triage hanno portato il sistema a cinque codici di priorità, superando il precedente sistema a quattro livelli. Il codice rosso indica una situazione molto critica, con pericolo di vita, che richiede un accesso immediato alle cure; in molti casi questo codice viene già attribuito dal personale del sistema di emergenza territoriale prima ancora dell'arrivo in ospedale, e la persona viene portata direttamente in sala emergenza. Il codice arancione indica un'urgenza indifferibile, una situazione critica che richiede un accesso rapido alle cure. Il codice giallo indica una condizione mediamente critica, con sintomi o segni allarmanti che richiedono una visita in tempi brevi. Il codice verde indica una condizione poco critica. Il codice bianco indica una situazione non critica, spesso riconducibile a percorsi di cura alternativi al Pronto Soccorso, come il medico di famiglia o gli ambulatori territoriali.
COME SI SVOLGE IL TRIAGE
La persona che accede al Pronto Soccorso viene accolta da un infermiere esperto, con formazione specifica e uniforme sul territorio. L'infermiere raccoglie i sintomi riferiti, ed effettua una prima valutazione clinica rapida, spesso comprensiva della rilevazione dei parametri vitali. Attribuisce quindi il codice di priorità, sulla base della gravità, del rischio di evoluzione clinica peggiorativa, e del percorso di cura più appropriato. Nella definizione del codice concorrono anche fattori come il livello di dolore riferito, l'età della persona, e il grado di fragilità o disabilità, non solo il quadro clinico immediato. Alla persona viene poi consegnato un identificativo con il codice colore assegnato, utilizzato per la gestione dell'attesa.
I CASI PARTICOLARI
Alcune situazioni comportano regole specifiche indipendentemente dalla gravità clinica apparente: una violenza di genere dichiarata o anche solo sospettata durante il triage comporta l'assegnazione automatica di un codice prioritario, che attiva percorsi dedicati di supporto sanitario, psicologico e legale. L'accesso di bambini e adolescenti prevede una valutazione da parte di personale con formazione specifica in triage pediatrico. L'accesso tramite ambulanza del sistema di emergenza territoriale non garantisce automaticamente una precedenza superiore rispetto a chi arriva con mezzi propri: è sempre il codice attribuito al triage a determinare l'ordine delle cure.
IL NUMERO UNICO DELL'EMERGENZA
L'accesso al Pronto Soccorso può avvenire recandosi direttamente in struttura, oppure chiamando i servizi di emergenza territoriale. Questi sono oggi convogliati, in gran parte del territorio nazionale, nel Numero Unico dell'Emergenza 112, che ha progressivamente sostituito le chiamate dirette ai numeri storici 118, 113 e 115. Una centrale unica di risposta indirizza poi la chiamata verso l'ente competente: sanitario, forze dell'ordine o vigili del fuoco.
IL RUOLO DELL'OSS RISPETTO AL TRIAGE
L'OSS non esegue il triage, competenza infermieristica specifica e regolamentata. Opera però spesso all'interno del percorso che il triage ha già definito: per esempio assistendo una persona in attesa con codice giallo o verde, e monitorandone l'evoluzione. Segnala tempestivamente qualunque cambiamento delle condizioni generali osservato durante l'attesa, poiché un peggioramento clinico può giustificare una rivalutazione del codice inizialmente assegnato.